Londra, 1890. Sir Robert Chiltern è un politico in grande ascesa, un perfetto gentiluomo e un marito ideale. Il clima perfetto viene interrotto dalla comparsa in scena della signora Cheveley, donna temuta in tutti i salotti, che minaccia di rivelare alcuni oscuri e pericolosi segreti della sua vita passata. Di fronte alla possibilità di vedere rovinate famiglia e carriera, Robert si rivolge all'amico lord Arthur Goring, donnaiolo e scapolo convinto. Arthur cerca con il fascino e l'eleganza dei propri modi di rendere più chiara la situazione, che invece si ingarbuglia sempre di più.

Regia: Oliver Parker
Origine: Gran Bretagna, 1999
Genere: Commedia
Durata: 1 h 37'
Interpreti: Rupert Everett, Julianne Moore, Jeremy Northam, Cate Blanchett

Oliver Parker ha alle spalle una lunga carriera di attore e direttore tatrale. Ha diretto un suo adattamento di "Otello" con Laurence Fishburne, Irene Jacob e Kenneth Branagh. Ha, inoltre, diretto ed interpretato insieme al fratello Nathaniel  il suo primo cortometraggio, "Unsigned", presentato al London Film Festival. Successivamente ha realizzato altri due corti, "A little loving" e "The short cut".


  • Un po' di imperfezione non guasta, ma è meglio non esagerare, sarà una verità ?
  • Anche io voglio sposare Rupert Everett.
  • Ma com'è che mariti e politici ideali si trovano solo nei film?
  • Aforismaticamente delizioso!!!
  • Commedia anglo-scarpettiana. Bravi. Bene!
  • Dopo questo film «Novella 2000» mi sembra un giornale per bambini.
  • «Un soggetto su cui non sprecare molta eloquenza».
  • Ma quand'è che conviene dire la verità?
  • A volte la vita sembra essere una commedia e la commedia la vita… ma se così non fosse che gusto ci sarebbe a viverla la vita?
  • L'ho sempre detto che il mio lavoro ideale è… il collaudatore di materassi! P.S.= Il maggiordomo è da Oscar.
  • Il volto di Rupert Everett descrive pienamente il coreografico vuoto del perbenismo inglese.

Signore e Signori bentornati in Europa! E segnatamente bentornati nella terra di Albione e degli aforismi, del porridge e dello humour glaciale, del grande teatro e del grande cinema. Solita, quindi, eccellente esibizione dell'annuale classico film inglese, pronto a tirarci su il morale con attori, scenografi, sceneggiatori e regista ancora una volta a livelli di eccellenza assoluta. Valore aggiunto la scelta di Oscar Wilde come testo di riferimento, testo rispettato con sbarazzina reverenza nell'elegante cinismo di un dipanarsi da macchina spettacolare pronta a scattare come una tagliola ben oleata. Deliziosa e vellutata pistol-machine, questo film (come la commedia che lo ispira) ha pallottole e sorrisetti per tutti, non prende prigionieri perché non ci sono innocenti a cui risparmiare alcunché, macina martellate distribuite con grazia assassina ed alla fine sono solo macerie e pensoso divertimento per tutti. Per citare zio Oscar (era inevitabile sorelle e fratelli carissimi), «le cose migliori della vita o sono proibite o fanno male». Proprio come il potere.

Fred Flintstone


P.S. - Domanda sciocca (e presumibilmente senza risposta): come mai un film come questo non vince mai nemmeno un mazzo di cicorie al Festival di Roccacannuccia?

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