Maria, 19 anni, è un'attivista militante in un'organizzazione clandestina che si oppone alla dittatura militare in Argentina. Insegna in una bidonville di Buenos Aires e vive in città in una grande casa insieme alla madre Diana.  A causa di difficoltà economiche Diana ha affittato alcune stanze dell'appartamento, una di queste a Felix, un giovane timido che dice di non avere famiglia e sembra innamorato di Maria. Una mattina irrompono in casa poliziotti e militari e Maria viene portata via e imprigionata in un centro clandestino chiamato "Garage Olimpo".

Regia: Marco Bechis
Origine: Italia, 1999
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 38'
Interpreti: Chiara Caselli, Antonella Costa, Dominique Sanda, Carlos Echeverria.

Marco Bechis è nato in Cile, da padre italiano e madre cilena di origine svizzero-francese, Cresciuto a San Paolo e a Buenos Aires, a 20 anni è stato espulso dall'Argentina per motivi politici. Da 20 anni vive e lavora a Milano. E' stato prigioniero nel campo di concentramento "Club Atletico", uno dei 365 campi che funzionavano in Argentina. Prima di dedicarsi al cinema è stato maestro elementare, fotografo e video-artista a New York. Ha diretto vari cortometraggi: "Absent" ('84), "Dall'ascensore" ('86), "Storie me


- Non posso dare un voto. Questo film deve essere visto, si deve ricordare e se ne deve parlare.

- Vorrei dare zero a tutta la crudeltà vista, ma anche dieci a tutta la forza espressiva. Alla sofferenza no, se la vita di un essere umano non ha prezzo allora la sua sofferenza non può essere votata.

- Asciutto, oceano a parte.

- Per non dimenticare……perché non vi siano altre matite spezzate.

- ...Mentre nella città la vita scorre, qualcuno ride, qualcuno soffre, qualcuno…si interroga al cineforum!

- Per fortuna la vita è molto meglio di come nelle ultime settimane la vediamo al cinema!

- Sconvolgente e realistico: un macigno che pesa sulle nostre coscienze.

- Nulla da aggiungere. Ha già detto tutto il film.

- La realtà è molteplice ed ogni parte contiene una sua verità.


Media-voto: 7,26

La realtà di cui tutti parlano, ma che nessuno conosce davvero. Rimossa dal popolo argentino, rimossa dalla collettività internazionale (in nome di superiori interessi economici). Non poteva dimenticare chi in quei «garage» trasformati in lager ha trascorso parte della propria vita. Perché credeva nella possibilità di cambiare il mondo, di addomesticare il male. Italiano d'Argentina, in un'epoca di tanti, troppi, argentini d'Italia con passaporto dubbio. Una materia incandescente raffreddata da uno stile asettico, asciutto. Una luce folgorante che si è accesa, anche per noi che viviamo al di qua dell'Oceano. Il neon delle torture che ha improvvisamente illuminato la vista anche di quelli che non volevano vedere. E dimenticare questo film, e quello che racconta sarà davvero dura.

Barnie


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