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Jeffrey Wigand, ex dirigente dell'industria del tabacco Brown & Thompson, decide di rivelare i segreti di cui è a conoscenza. Lowell Bergman, reporter della CBS registra l'intervista, ma non riesce a mandarla in onda. Mentre Bergman, abbandonato dalla moglie e bersagliato da un'aspra campagna diffamatoria, rischia l'arresto, Lowell si batte per mandare in onda, integralmente, il più scottante servizio degli ultimi anni.
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Regia: Michael Mann Genere: Drammatico Origine: USA, 1999 Durata: 2h 37' Interpreti: Al Pacino, Russell Crowe, Christopher Plummer
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Nato a Chicago nel '43, Michael Mann esordisce sul grande schermo con "Strade violente" ('81). Nell'86 torna a lavorare in tv producendo il serial "Miami Vice". Tra i suoi film: "Manhunter - Frammenti di un omicidio" ('86), "L'ultimo dei Mohicani" ('92) ed "Heat - La sfida" ('95).
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Un bel film sull'etica e la politica ai nostri giorni, a partire da un fatto vero. «The Insider» è la storia della clamorosa intervista data al programma «Sixty Minutes» della Cbs da un ex ricercatore della terza industria Usa del tabacco, in cui Jeffrey Wygand denunciava i trucchi usati dalla Brown & Williamson per «spacciare nicotina attraverso le sigarette» con trattamenti all'ammoniaca che procurano danni ai polmoni e al cervello dei fumatori. In seguito alla denuncia, le multinazionali del tabacco sono state costrette a rifondere danni per oltre 200 miliardi di dollari ai consumatori. Il film racconta questa storia e molto altro. Per esempio l'amicizia fra due uomini coraggiosi, Wygand e il giornalista Lowell Bergman, interpretati da attori straordinari come Russell Crowe e Al Pacino. O i rapporti fra media e industria e politica, che sono sempre più spesso la stessa cosa. Ancora, la precarietà dei sentimenti e l'inganno del successo in un mondo asservito alla dittatura del profitto. Non sarà la rivoluzione, ma da anni non si vedeva un film così teso e compatto sul tema della difficoltà e della necessità di un'etica per salvare gli individui dalla massificazione poderosa e annichilente promossa dall'ipercapitalismo. Lo stile è quello del thriller, dove il regista Michael Mann eccelle, la recitazione al di sopra di ogni aggettivo, non solo nella coppia dei protagonisti. Fra gli altri, si ammira Christopher Plummer nel ruolo di un maestoso, assoluto vampiro della nostra epoca. In America si sono sprecati i paragoni con «Tutti gli uomini del Presidente», altro film etico, tratto dalla storia vera del Watergate. Interessante è notare quanto sia cambiato il mondo, da una storia tutta dentro la politica classica, come lo scandalo delle spie di Nixon, a una dove la società, quindi la politica, dipendono dalle multinazionali. Ma forse il racconto di «Insider» è ancor più profondo e affascinante.
Curzio Maltese (da D - la Repubblica)
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- A volte dire la verità ti manda in "fumo" la vita
- Ora quando accendete la prossima sigaretta pensate alla storia dell'ammoniaca...scoprirete in quale dei vostri servizi di casa vi state lentamente trasformando!
- Grazie a Dio non fumo, nè faccio il giornalista!!
- Ogni tanto ci vuole un don Chisciotte! A volte i mulini a vento possono essere draghi veri!
- Dopo l'imperatore e l'assassino ci voleva proprio una bella boccata d'ossigeno!
- Diceva Conan Doyle: "meglio se abbiamo un amico; meglio se è un giornalista!", meglio se è Al Pacino.
- Ieri le sigarette, oggi la mucca pazza ed i proiettili all'uranio, l'inquinamento elettromagnetico e chissà cosa altro. Non è cambiato niente dall'inizio! Ora scappo mia moglie ha fretta di fumare una sigaretta...
- Ma perchè tutti i film americani devono durare per forza due ore e mezza? "Cosa dirò mai alle mie figlie"?
- A scuola ci hanno sempre insegnato a dire la verità. Sempre e in ogni circostanza. Ma a cosa serve?
- Una volta tanto un film con la effe maiuscola.
- Ma il monopolio di stato (Ms) mette l'ammoniaca? ..Io fumo Ms ..mi devo documentare? Tutti bravi...
Media-voto: 7.,17
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«How does it feel, to be on your own», solfeggiava anni fa il poeta. Quand'è che avete preso la vostra ultima decisione definitiva? No, no. Giù le mani, un po' di silenzio! Volevo dire la vostra ultima decisione definitiva in età post-pubere, senza nessuno a coprire le chiappe. Insomma una decisione di quelle che si pagano in contanti e senza sconti. Va bene, rompo io l'assordante silenzio. E' tristemente vero che fra il dire e il fare c'è di mezzo il film, un coraggioso filmetto sul coraggio di rimanere se stessi di fronte ai punti interrogativi dell'esistenza, ricordandoci ancora una volta che: 1) non è vero che negli USA è tutto vitamine ed effetti speciali; 2) esiste una degnissima tradizione di grandi prove cinematografiche che ha nel rispetto della verità, uno dei cardini del vivere associato americano, la sua ragion d'essere. Il tutto affidato al (solito) grandissimo Al Pacino teso come una corda di violino e ad un Russell Crowe grigio e panzuto, nemmeno lontano parente del sex symbol tardo imperiale di recente memoria. Una bella prova che coniuga materia grigia ad una dinamica di regia solida ed effervescente, che muove la storiella tutta d'un fiato, rifilando un finalino agro-dolce in fondo a due ore e mezza volate via senza un solo sbadigliuccio. Insomma un'altra bella botta per il miglior Amico Cinema che io ricordi. Finora.
Fred Flintstone
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