Brooklyn, 1935. Angela, madre di quattro figli, è sconvolta dal dolore per la morte prematura dell'ultima nata. Il marito Malachy, alcolizzato, perde regolarmente i lavoretti che gli capitano. Frank, il maggiore dei figli, cerca in tutti i modi di proteggere i fratelli più piccoli. Costretta dalla miseria la famiglia Mc Court decide di ritornare dalla nonna materna, in Irlanda, dove la vita, però, non sarà meno difficile.

Regia: Alan Parker
Origine: Gran Bretagna / USA, 1999
Genere: Drammatico
Durata: 2 h 26'
Interpreti: Robert Carlyle, Emily Watson, Joe Breen

Alan Parker (Gran Bretagna, 1944) è, oltre che regista, disegnatore di fumetti, regista di spot pubblicitari, sceneggiatore e produttore. Insieme ad Alan Marshall fu il fondatore di una casa di produzione che tra il 1969 e il 1978 ha prodotto oltre 500 spot televisivi, tra cui molti premiati. Ha debuttato nella regia con  "Piccoli gangsters" ('78), cui sono seguiti "Fuga di mezzanotte" ('77), "Saranno famosi" ('80), "Pink Floyd -  The Wall" ('82), opera rock scritta da Roger Waters, bassista e paroliere dei Pink Floyd, "Spara alla luna" ('82), "Birdy" ('84), "Angel Heart" ('87), "Mississippi Burning" ('88), "Benvenuti in Paradiso" ('90), "The Commitments" ('91), "Morti di salute" ('94), "Evita" ('96).

La povertà, anche quando è estrema, al cinema pare carina, commovente, poetica, non ha nulla di truce e angoscioso come nella realtà. Ma anche nell'autobiografia di Frank McCourt, pubblicata col titolo «Le ceneri di Angela», tradotta in 25 lingue e venduta in 6 milioni di copie, il freddo, l'alcolismo, la crudeltà, la fame, l'abbandono, la disoccupazione, la malattia, la morte hanno il segno dell'avventura, perché a raccontarli è un bambino dal cuore pieno di forza e speranza. E perché l'autore, che quel bambino è stato, emigrato negli USA a 19 anni, dopo aver insegnato per 45 letteratura inglese oggi è uno scrittore diventato celebre e ricco raccontando quell'infanzia desolata e quel mondo per fortuna oggi scomparso, nella città di Limerick dove piove sempre e crescere è un azzardo. All'inizio del film, diretto con passione da Alan Parker, come fosse la sua storia, il protagonista adulto, con un filo di ironia, dà il senso del tutto: «Ripenso alla mia infanzia e mi chiedo come sia riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata una infanzia infelice, ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e una infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora».
Sia il libro che il film, a parte la pittoresca, quasi incredibile miseria di allora, ci fanno intravedere, dell'oggi, perché la pace laggiù sia ancora precaria. La quotidianità faticosa e aspra, umida come il grigiore dei muri di pietra battuti dalla pioggia, come lo scorrere del melmoso fiume Shannon, era percorsa da due odii implacabili. Per gli inglesi e per gli irlandesi protestanti del Nord. Ed era dominata da una punitiva chiesa cattolica, che terrorizzava i fedeli e umiliava i poveri. Il piccolo Frank, nato negli USA, torna in Irlanda, dopo la morte per stenti della sorellina neonata, con la mamma Angela, cattolica, il papà Malachy, protestante, i 3 fratellini più piccoli. Li aspettano parenti ostili, un materasso pieno di pulci, una tavola dove quasi mai c'è qualcosa da mangiare: il padre se trova lavoro lascia la paga al pub e torna a casa ubriaco, la madre mendica il carbone e partorisce altri due figli. I McCourt sopravvivono in un'allucinata quotidianità ma Frank e i fratellini, con la forza dell'infanzia, vitali, pieni di speranza, superano le sventure. Benché gli adulti, tranne un prete e un insegnante, siano spaventosi come i cattivi di Dickens. Angela, morta nel 1981, le cui ceneri il figlio riporterà a Limerick, ha la dolente grazia della bravissima Emily Watson («Le onde del destino»), Malachy ha i gesti sperduti di Robert Carlyle, attore preferito di Loach, diventato celebre mostrando il sedere in «Full Monty». Dei 3 ragazzi che hanno il ruolo di Frank (a 15, 10 e 5 anni) è incantevole il più piccolo, Joe Breen, col faccino arrabbiato dei bimbi senza gioia.


- Realizzare il fine: che il domani non sia come oggi! la forza,  la volontà di vivere anche in presenza di tanta misera morte.

- Dopo tanto "annegare " alla fine  Frankie è riuscito a risorgere dalle "ceneri".

- Per tutto il film ho aspettato che Angela finisse in cenere.

- E' bello nel giorno in cui compio 40 anni vedere un film intenso e che aiuta a riflettere sulla vita e sulla politica.

- Impressionante come ci abbia fatto guardare per ben due ore, senza batter ciglio così tanta, sfiga e miseria.

- Nonostante i Santi, la religione, l'acqua, l'umidità, l'Irlanda...si può crescere tanto magnificamente.

- Sono proprio così i cattolici..spero che lo spirito "bianco" li aiuti...

- Noi eravamo così, siamo stati così, altri adesso sono così... Ma noi non lo ricordiamo più.

- A tutti capita di incontrare un "insegnante", "un prete" o avere "un registro" tra le mani. Ma cosa determina il momento e come cambia tutto ciò la nostra vita? Spero non il Dio dei cattolici Irlandesi.

- Se vuoi scegliere un mestiere vai a fare il terrasantiere!

- Dopo questo film non ci rimane che tornare a casa e… interferire con noi stessi!


Media-voto: 7,09

Perdincibacco! A scartabellare nella celluloide di Mr Parker con tutta la buona volontà non mi riesce di storcere il naso una volta: addirittura mi sfiora sovente la cotenna lo zefiro leggero dell'emozione con attimi di morbida tenerezza tra gli splendidi minuti degli indimenticabili «Commitments». In fondo ho un cuore tenero ed un'anima di bocca buona. Tanto che le due ore e passa nell'Irlanda interbellica fangosa, affamata e pidocchiosa mi hanno rinfrancato lo spirito e restituito il piacere della sala buia, sollazzo di recente ridotto ai minimi storici da qualche martedì allo zero di Kelvin. Meno 273 gradi centigradi, laddove si fermano anche gli elettroni. Al calor bianco invece queste «Ceneri di Angela», da manuale davanti ed indietro la macchina da presa, spesso indimenticabile nell'andante, qui e là punteggiato da momenti di grande cinema. Uno splendido film capace di sussurrare al cuore senza offendere i neuroni, felice compendio di affabulazione e ragionamento senza un minuto di noia. Perdindirindina, questo naturalmente ad insindacabile parere dello scrivente, del quale si è già detto del cuore e dell'anima. Anime elette, ai saluti finali, mi han mostrato minore entusiasmo. Ma eran gli stessi pronti ai larghi sorrisi per troppi martedì da dimenticare. The truth smells like teen spirit, come ammonivano i Nirvana.

Fred Flintstone


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